DALLA SPIRITUALITA ALLO SPIRITO

 

 

 DALLA SPIRITUALITA ALLO SPIRITO

 

Oggi vorrei far luce sulle parole “spiritualità” e “Spirito”.

Ancora una volta, questo chiarimento deriva dalla mia esperienza di Vita, non pretendo in nessun modo che sia una verità per tutti.

 

La nostra vita sulla Terra ha per obiettivo di far evolvere la nostra coscienza finché non ci riconnettiamo alla nostra vera natura.

All’origine eravamo un’anima unica e unificata facente parte del tutto e contenente il tutto.

L’anima, per quel che mi riguarda, è prima di tutto luce. E’ il fuoco dello Spirito della nostra natura originale poiché deriviamo tutti dalla Sorgente che è pura luce e puro Amore.

In quanto anima, ad un certo momento abbiamo desiderato fare un’esperienza d’incarnazione sulla Terra. In teoria dovevamo annoiarci un po’…essendo sempre in un bozzolo d’Amore confortevole…la nostra condizione doveva mancare un po’ d’azione…

Quindi alcuni di noi (i più coraggiosi) hanno preso la decisione di fare il gran salto nell’incarnazione e sul pianeta TERRA.

 

La nostra intenzione primaria era di fare delle esperienze fino a ritrovare (nonostante i corpi di carne separati gli uni dagli altri) la nostra libertà d’essere e la nostra unità interiore in legame con il tutto, pur essendo separati dal tutto.

 

Sì, lo so che non è sempre facile comprendere questa cosa, soprattutto quando abbiamo dimenticato il perché della nostra venuta e chi siamo veramente. Ma questa era la sfida e ne eravamo coscienti, perché all’origine abbiamo una coscienza.

Abbiamo quindi deciso di fare l’esperienza di un corpo di carne e di avere la possibilità di sentire, di toccare, di gustare, di guardare l’altro. Di avere dei sensi e delle sensazioni.

In quanto energia, non abbiamo la possibilità di esperimentare tutto ciò.

 

Del resto al riguardo, alcuni anni fa, durante un seminario, ho fatto l’esperienza di stati modificati di coscienza e sono uscita dal mio corpo: il tempo di un istante, ero un’energia d’Amore in legame con il tutto. E’ stato meraviglioso. Ero tutto Amore in legame con il tutto che vibrava all’unisono. Un Amore senza fine, senza limiti. V’immaginate?

Sinceramente penso che anche se raggiungiamo lo stato d’illuminazione su questa terra, non potremo mai provare questo stato fusionale finché siamo ancora in un corpo.

Durante un’altra esperienza, ero un’aquila e, totalmente in fusione con lei, sorvolavo un Canyon. Ho provato questo stato di libertà intensa di poter al contempo prendere la distanza e vedere ogni dettaglio.

 

Queste esperienze sono rimaste ancorate nel più profondo delle mie cellule e oggi so che attraverso di esse ho “gustato” tale Amore e tale libertà che è possibile ritrovare in ciascuno di noi poiché la nostra essenza divina è questo.

 

La nostra anima si ricorda di questo stato. In alcuni se lo ricorda molto più che in altri. E’ per questo che abbiamo la sensazione che ci manchi una parte di noi e cerchiamo costi quel che costi di trovarla.

 

Comincia allora il cammino della dipendenza.

La dipendenza inizia dal momento in cui abbiamo la credenza che un oggetto esterno abbia il potere de colmarci.

Alcuni di noi cercano di colmarsi con il materiale, altri con lo spirituale.

Altri fuggono nelle droghe, nel lavoro, nel virtuale, nel sesso per il sesso, ecc.

L’alcol può ugualmente permetterci inconsciamente di ritrovare il tempo di un istante questo stato d’ebrezza.

Il cammino della dipendenza è tuttavia necessario finché non integriamo il fatto che tutto si trova all’interno di noi stessi, che l’Amore e l’unità sono già presenti in ciascuno poiché in ciascuna delle nostre cellule è presente la nostra parte d’anima.

 

Per trovare l’Amore, dobbiamo fare l’esperienza della dipendenza.

Per trovare l’unità, dobbiamo fare l’esperienza della dualità.

 

Abbiamo fatto la scelta di separarci dallo stato fusionale in cui eravamo alla sorgente per fare l’esperienza del corpo e soprattutto acquistare una vera coscienza dell’Amore e della Libertà, pur avendo un corpo di carne su un pianeta duale. Bella sfida, non trovate?

E tutto ciò si complica ancora di più perché durante la nostra discesa nell’incarnazione abbiamo perso la memoria e la coscienza di chi siamo veramente.

 

Così, quando siamo arrivati nella “matrice” (nostra mamma) che avrebbe permesso di incarnare la nostra anima, eravamo pronti a iniziare il grande gioco della nostra sopravvivenza…al fine di ritrovare la nostra libertà di essere vivente.

Bisogna sapere che, benché la nostra essenza sia presente alla nostra nascita e in ciascuna delle nostre cellule, essa è stata ricoperta dalla personalità che ci siamo costruiti attraverso il nostro vissuto, quello dei nostri genitori, ma anche quello dei loro antenati.

La nostra cultura e le memorie della Terra sulla quale viviamo sono ugualmente iscritte nelle nostre cellule.

 

Siamo una biblioteca vivente di reazioni emotive che sono state provocate da esperienze sensoriali.

 

Ciò ha costruito la nostra personalità, cioè il nostro piccolo “io” che a partire da tutte queste esperienze ha immagazzinato delle memorie di paure e ha formato una resistenza, una corazza, che ci rende molto difficile ritrovare la memoria di chi siamo veramente.

Portiamo quindi un vestito che ci siamo fabbricati, un costume teatrale che cambia in funzione del ruolo che vogliamo interpretare, con il solo scopo cosciente o incosciente di farci amare, poiché cerchiamo senza sosta di ritrovare quello stato d’amore fusionale e di purezza di cui la nostra anima si ricorda nel più profondo.

Questi travestimenti, queste maschere che ci siamo fabbricati ci hanno allontanati sempre più dalla nostra vera natura.

Giochiamo quindi a dei giochi di potere e di manipolazione da migliaia di anni.

Eppure tutte le nostre esperienze sulla Terra tendono verso uno stesso scopo: quello di riconnetterci con il nostro sé divino, lo Spirito, la nostra guida di saggezza e quello di accettare di cooperare con lei.

Alcuni di noi, almeno quelli in cui i veli dell’ego non hanno ricoperto la loro memoria al 100%, si sono messi a cercare all’esterno di loro stessi.

 

Per quanto mi riguarda, dopo aver fatto l'esperienza del materiale, ho fatto la scelta di rivolgermi verso lo spirituale, seguendo vari stage di "sviluppo personale" e sperimentando diversi strumenti per risvegliare la mia coscienza. Tutti questi stage e strumenti non mi hanno aiutata a capire chi ero, ma chi non ero.

Sentivo la paura, la manipolazione, sentivo che stavo dimenticando lo scopo originale del viaggio che era dirottato a profitto di una "detenzione" di potere sull'altro.

Guardandoli con distacco, tutti questi anni di esperienze mi hanno aiutata a separarmi da questa parte dell'ego presente in me.

Tuttavia, sapevo nel più profondo di me stessa che non dovevo fermarmi a quel punto, ma che dovevo continuare il mio cammino poiché l'incontro con l'Amore sembrava ancora essere lontano.

Nell'Amore, il potere non esiste, eppure l'avevano dimenticato...

Sebbene a volte sentissi le loro anime e la loro luce, i loro corpi erano ancora sotto il giogo dell'ego con le sue sofferenze, le sue credenze e i suoi giochi manipolatori.

Ritrovare il paradiso a tutti i costi, attraverso sperimentazioni o tecniche a volte "al limite" era un mezzo distorto di ritrovare questo stato di beatitudine. Questa beatitudine, anche se "toccata con mano" era effimera e disincarnata. La caduta pertanto era ancora più brutale. Avevano dimenticato che la sola beatitudine si trova nelle radici dell'incarnazione in comunione con il proprio sé divino, ovvero lo Spirito.

Nei racconti possiamo spesso ritrovare una metafora di tutto ciò.

Quando l'eroe parte alla conquista del tesoro o il principe alla ricerca della sua principessa, affronta sempre i demoni o le imboscate. In realtà questi racconti ci fanno prendere coscienza

del fatto che solo scappando alle imboscate dell'ego ritroviamo la nostra vera natura, il nostro sé in comunione con il nostro Spirito.

La principessa, il principe, il tesoro non sono che un'immagine della nostra essenza ritrovata.

 

Oggi d'altronde sentiamo parlare molto di anima sorella o gemella.

Per quanto mi riguarda, proveniamo tutti dallo stesso luogo e la parte d'anima in ognuno di noi contiene il tutto ed è unificata.

Per cui un'anima gemella è semplicemente una persona che ad un certo momento della nostra vita, grazie ad un incontro o una relazione, fa per "risonanza" crescere la nostra parte d’anima. Tale persona ci aiuterà a riconnetterci un po' più alla nostra vera natura.

Sono quelli che si chiamano "incontri d'anime".

 

Secondo me, l'anima gemella -e questo rimane il mio punto di vista- rappresenta la persona che è lo specchio della nostra polarità complementare nella materia.

Poiché la materia è duale, anche se noi siamo unificati, possiamo fare l'esperienza di vivere nella materia con il gemello o la gemella della nostra polarità interiore.

Se siamo una donna, possiamo allora vivere a fianco della nostra polarità maschile interiore incarnata e viceversa.

 

Ognuno è allora il gemello esteriore della nostra polarità interiore. Non so se è chiaro per voi.

 

Ciò vuol dire che sono delle anime già ben evolute che vibrano ad una stessa frequenza vibratoria o in ogni caso abbastanza vicina.

Tuttavia, se l'incontro tra anime gemelle dovesse avvenire prematuramente, prima che una delle due abbia terminato il suo percorso individuale, esse potrebbero avere una relazione "esplosiva" poiché la magnetica di queste luci originali è troppo potente.

Se l'unificazione non è compiuta totalmente in una delle due persone, allora l'altra può portarcela in coscienza e con Amore.

Tuttavia la vibrazione di ciascuno deve essere abbastanza vicina, altrimenti ciò non può avvenire.

La finalità di questo genere di coppie a questo stadio non è più personale (avere dei figli, costruire una bella casa...) ma piuttosto un "compagnonnage" che lascia ciascuno libero di ridare e vibrare questo Amore nell'incarnazione. Ciascuno allora è la Vita al servizio della vita. Non cercano più la fusione poiché sono già interi.

 

«Mi è stato detto che conoscerò praticamente tutte le esperienze possibili della vita, in modo che io possa comprendere l'umanità e provare per lei della compassione. E mi è stato anche predetto che un giorno, quando sarò colma di queste esperienze, la mia voce viaggerà per il mondo per condividere ciò che avrò appreso e ciò che avrò da dire produrrà un impatto formidabile, ma solo quando questo genere d’influenza non mi trascinerà più.

Mi è inoltre stato spiegato che un'altra parte di me esisteva altrove: un giorno incontrerò il "partner del mio essere" e lavoreremo insieme; non dovrò svegliarmi al mattino per andare al lavoro come molti altri. Questo compagno faceva parte della mia anima e il nostro lavoro avrà un'influenza vasta e benefica nel mondo.»

Brano tratto dal libro “Il Manoscritto di Maria Maddalena

 

Le coppie che hanno vissuto questa relazione sacra nell'incarnazione e che mi vengono in mente sono quelle di Maria Maddalena e Gesù o della Madre e Sri Aurobindo.

Essi sono secondo me arrivati a quello stadio in cui, al di là della copia, la missione di risveglio comune era l'essenza della loro relazione.

 

Il piccolo "io" viene superato e lo scopo di questa relazione diventa allora un “compagnonnage” nell'Amore per sempre più Amore nell'incarnazione.

Secondo me è in questo che consiste la meraviglia della relazione nell'incarnazione. Ad ogni modo, è ciò a cui aspira la mia anima.

Ciascuno è unificato e incarna la parte complementare dell'altro.

Attraverso l'altro, ognuno vede la propria bellezza interiore. La fiducia reciproca, l'onestà effettiva e il rispetto dell'altro sono i pilastri incrollabili di questa relazione sacra.

In essa tutto è semplice, poiché non c'è che Amore. La relazione è feconda e rende fecondo colui o colei che entra in relazione con loro.

 

Mi piacerebbe a questo proposito citare un testo di Sri Aurobindo scritto da "la Madre":

 

«Due poteri: aspirazione e Grazia.

Soli, due poteri, grazie alla loro congiunzione, possono compiere la grande e difficile impresa che è lo scopo del nostro sforzo: un'aspirazione costante e infallibile che chiama dal basso e una Grazia suprema che risponde dall'alto.

Ma la Grazia suprema agirà solo nelle condizioni della luce e della verità: non agirà nelle condizioni imposte dalla menzogna e dall'ignoranza. Poiché se dovesse sottomettersi alle esigenze della menzogna, sarebbe la rovina dei suoi disegni.

Ecco le condizioni della luce e della verità, le sole condizioni alle quali la Forza più alta scenderà ed è solo la più alta Forza sovramentale che scende dall'alto e che si apre il passaggio dal basso che potrà maneggiare vittoriosamente la natura fisica e annientare le sue difficoltà...è necessario un dono di sé totale e sincero, un'apertura di sé volta esclusivamente al Poter divino, un'ammissione costante e integrale della Verità che discende, un costante e integrale rifiuto della menzogna, dei poteri e delle apparenze del mentale, del vitale e del fisico che governano ancora la natura terrestre.

 

...

 

Se ogni volta che il Potere interviene e fa discendere la Verità voi gli voltate le spalle e richiamate la menzogna che è stata cacciata, non è la Grazia divina che dovete biasimare di farvi torto, ma la falsità della vostra volontà e l'imperfezione della vostra sottomissione.

Se chiamate la Verità e allo stesso tempo qualcosa in voi sceglie ciò che è falso, ignorante e non divino, o anche semplicemente non è disposta a respingerlo totalmente, allora sarete sempre esposti agli attacchi e la Grazia si ritirerà da voi. Scoprite prima ciò che è falso e oscuro in voi stessi e respingetelo con persistenza: solo allora avrete il diritto di far appello al Potere divino affinché vi trasformi.

Non immaginate che la verità e la menzogna, la luce e l'ombra, la sottomissione e l'egoismo possano essere ammessi a dimorare insieme nella stessa casa dedicata al Divino. La trasformazione deve essere integrale e integrale ugualmente deve essere il rifiuto di tutto quello che vi si oppone.»

 

L'unità si trova all'interno di ciascuno di noi. E finché non l'avremo trovata, non potremo averla in specchio all'esterno.

 

Come direbbe una persona di mia conoscenza:

 "Finché non ci siamo incontrati noi stessi, non incontriamo che dei malintesi".

 

Tuttavia questi malintesi ci aiutano a decostruire il nostro piccolo io e ad avvicinarci sempre di più al nostro vero sé. Incontreremo delle parti di noi che ci aiuteranno a illuminare le nostre ombre al fine di trasformarle e lasciare posto alla luce. Quindi tutto è giusto.

Ricordiamoci che esiste in ogni cellula del nostro corpo un frammento della nostra anima che è "testimone" della nostra natura originale.

È questa scintilla che dobbiamo far crescere man mano che facciamo delle esperienze.

La cosa importante è non farci intrappolare dal nostro ego e non restare imprigionati in un sistema, anche se pretende di essere spirituale. (v. i miei articoli precedenti).

Cerchiamo la verità di chi siamo veramente e la verità richiede di rendere il nostro corpo disponibile a questa verità dello Spirito. Finché siamo appesantiti dei nostri travestimenti e delle nostre maschere, non possiamo avervi accesso.

 

La conoscenza implica la coscienza e l'esperienza, al fine di trasformare le nostre credenze nella materia.

Se abbiamo la coscienza, ma non ne facciamo l'esperienza, non serve a nulla. È come se conservassimo il nostro travestimento pur essendo coscienti che non dobbiamo più recitare quel ruolo.

 

Per riassumere, la spiritualità ci aiuta ad essere coscienti dei nostri ruoli, dei nostri travestimenti, mentre lo Spirito ci permette di riconnetterci nell'incarnazione alla nostra vera natura.

Lo spirituale può far parte del cammino, può aiutarci a disfarci del nostro piccolo io egotico al fine di tendere verso la nostra essenza, tuttavia solo riconnettendosi allo Spirito ci sarà permesso di ritornare alla sorgente.

 

L'anima e lo Spirito sono legate. L'anima è la parte di luce che si trova nel più profondo di ciascuna delle nostre cellule, ma con frequenze vibratorie diverse a seconda dell'evoluzione della persona.

Quando una persona ha delle vibrazioni basse, si dice che vibra lentamente. Quando una persona ha delle vibrazioni alte, vibra rapidamente.

Bisogna sapere che più una persona vibra lentamente, più la si vede. Più vibra alto, meno la si vede.

Più la frequenza vibratoria della persona è elevata, più essa avrà delle chance di connettersi ai piani luminosi.

 

È per questo che è meglio essere prudenti con certi medium o terapeuti che dicono di essere in contatto con la sorgente pur essendo in stati depressivi, quindi in uno stato vibratorio basso.

Sappiate che più eleviamo la nostra frequenza vibratoria, meno abbiamo bisogno di dare il nostro potere all'esterno. Le informazioni ci sono date direttamente dallo Spirito.

Più abbiamo la conoscenza, più siamo in unione con lo Spirito, poiché lo Spirito si trova nella conoscenza.

 

Lo scopo dell'uomo è di pulire il suo corpo, il suo ricettacolo dai veli dell'ego al fine di lasciarvi penetrare lo Spirito e di donare al mondo il frutto della conoscenza, come Maria che in maniera allegorica è stata fecondata dallo Spirito Santo al fine di dare al mondo suo figlio Gesù che simboleggia la conoscenza incarnata.

Solo la conoscenza incarnata permette di realizzare dei miracoli nella materia.

Gli iniziati come Maria, Gesù o Maria Maddalena restano umani con tutto quello che ciò comporta; tuttavia, essendo uniti alla loro anima celeste, sono capaci di vedere in ciascuno il potenziale della sua realizzazione terrestre e sono capaci di donargli l'accesso se lo desidera veramente.

 

È solo perché ha affrontato i suoi demoni interiori e li ha integrati che Gesù ha potuto guarire quelli che venivano a lui, se tuttavia essi desideravano veramente la guarigione. Non era Gesù che guariva, ma la parte di luce in lui che entrava in risonanza con la parte di luce di coloro che venivano a lui e che desideravano sinceramente e con tutto il cuore riceverla.

Il sacro richiede un impegno sincero e autentico.

Nell'Amore non c'è alcun potere, nessuna superiorità, solo un dono di sé nella purezza di chi siamo.

Quando si cerca la verità, infatti, si cerca di riconnettersi alla propria parte d'anima sepolta nel più profondo del proprio essere, al di sotto dei propri travestimenti e delle proprie maschere.

È solo quando ci connettiamo alla nostra anima che trasferiamo il potere dell'ego al potere dell'anima. Non diamo più il potere alla dualità, ma all'unità. Non c'è più lotta, ma solo la semplicità di essere chi siamo veramente.

 

Si passa allora dall'amore del potere al potere dell'Amore.

 

Non cerchiamo più di fare dei drammi per un niente, né a chiudere di forza delle porte per proteggerci: tutto questo è ancora simbolo della paura.

Quando la conoscenza e l'Amore di sé sono presenti, s'instaura uno scudo naturale d'Amore.

 

Più ci disfiamo dei nostri veli dell'ego, più abbiamo accesso alla nostra anima.

Più abbiamo accesso alla nostra anima, più vibravamo alto.

Tuttavia, per far aumentare la nostra vibrazione, l'anima ci chiede di compiere degli atti concreti nella materia.

Obbedire alla propria anima e coscienza, richiede una certa autorità interiore.

 

Molti di noi hanno ancora paura di esprimere quello che provano nel più profondo. Abbiamo paura di essere veri e autentici rispetto ai nostri sensi e alle nostre sensazioni.

Bisogna dire che per molti è difficile.

 

Molti uomini portano ancora le memorie della relazione con la madre.

Se la madre ha accordato loro tutta la sua fiducia (sia fisica che vibratoria), cosa rara, allora saranno preparati ad una vita e una sessualità realizzata. Ma se il bambino ha avuto una madre trasmettitrice di paure, castratrice (cosa che è il caso di molte madri visti questi 2000 anni di patriarcato) allora la madre manterrà il piccolo vicino a sé e per sé, domandandogli dei segni d'attenzione. Può arrivare a fare di suo figlio il "modello" dell'uomo ideale che avrebbe desiderato avere come compagno.

È quello che si definisce una relazione "castratrice".

All'età adulta il figlio avrà sicuramente delle grandi paure inconsce di abbandonarsi veramente in una relazione con una donna e avrà la tendenza a voler prendere il controllo rifugiandosi nel mentale.

L'uomo se prende coscienza di questo modo di funzionamento potrà allora decidere di lavorarci e di tramutarlo con una partner che avrà guarito le sue ferite del femminile e del maschile interiori e saprà accompagnarlo nell'intelligenza del cuore.

 

La donna può avere numerose ragioni per avercela con l'uomo, vista la sua mancanza d'Amore nei confronti della donna. L'uomo si comporta con freddezza, assenza, seduzione, umiliazione, violenza o al contrario si presenta come un salvatore.

La donna è segnata da secoli di dominazione maschile che l'ha sminuita e violentata. È portatrice della memoria dell'abuso.

L'abuso è diventata una cosa comune per molte donne. Che sia un abuso sessuale, psicologico, o fisico, ogni sorta di violenza ha lasciato nel loro corpo numerose memorie d’intrusione senza consenso né rispetto.

 

L'abuso e la castrazione sono le memorie principali che dobbiamo guarire in Occidente al fine di ritrovare l'Amore di chi siamo veramente.

 

Ognuno di noi, provenendo da una polarità maschile e femminile, porta nelle proprie cellule le memorie dell'Abuso e della castrazione.

 

È per questo che quando due persone s’incontrano e fanno l'amore queste ferite possono riaffiorare da una parte come dall'altra e sabotare la relazione.

L'uomo si sforza di fare il massimo per essere all'altezza e produrre il risultato voluto, cioè l'orgasmo della donna. La donna, da parte sua, farà in modo di soddisfare il suo compagno per essere da lui riconosciuta e amata.

 

Allora si recita costantemente la scena delle ferite di cui siamo portatori.

Quando si punta a un risultato, non si apprezza il cammino e si crea un freno alla libera circolazione dell'energia e all'abbandono totale di se stessi.

Solo tramutando le nostre ferite profonde, possiamo abbandonarci al nostro partner. È in questo reciproco e totale abbandono che ci colleghiamo al divino.

 

Non si tratta più di una performance, ma di una preghiera e la donna, una volta guarita, ne è l'iniziatrice.

 

«Mio benamato sappi che ti adoro. Sappi che ti amo per la volontà di voler oltrepassare quest’abisso umido, scuro e pericoloso che ti fa vivere all'interno del portale del femminile, all'interno del Sacro Graal, vicino a me. La tua integrità e il tuo senso dell'onore brillano al disopra di tutto e il tuo canto troverà un'eco nei corridoi dell'eternità. Ti ringrazio di avermi permesso di essere l'iniziatrice della donna innamorata».

Brano tratto dal libro “Il manoscritto di Maria Maddalena

 

Quando realizziamo la natura del nostro Sé divino diventiamo dei creatori coscienti. Ci abbandoniamo alla nostra essenza divina con lucidità e responsabilità. Emaniamo la nostra forza e la nostra pace interiore.

 

 

«Voi lasciate una saggezza per coloro che intraprenderanno il cammino. In questo momento preciso, voi lasciate questa saggezza. Non sapete per chi, né per quando. Il vero lavoro che fate a livelli interiori profondi, tale lavoro rappresenta una differenza su questa Terra...rappresenta una differenza per coloro che verranno dopo di voi...rappresenta una differenza per l'universo intero.»(Geoffrey Hoppe)

 

Diventiamo dei ponti di luce tra i mondi cosmici e la Terra.

 

Nella nostra nuova energia, il nostro compito è di condurre la materia verso uno stato vibratorio elevato grazie all'integrazione della luce superiore. Solo gli esseri incarnati hanno la capacità d'agire nella materia. Siamo gli attori di questa alchimizzazione della materia.

 

La maniera di canalizzare la luce nella materia passa attraverso il fatto di aver ritrovato la nostra vera natura avendo i piedi per terra, colmi di fiducia, emananti benevolenza e comprensione.

Emaniamo ciò che riceviamo dopo che il nostro corpo l'ha alchimizzato (cfr. Il mio libro "Le cœur alchimique").

Il nostro corpo diventa un trasformatore a patto che sia elevato vibratoriamente dalla nostra maniera di vivere e dal nostro modo di essere.

 

Quando arriviamo a questo stato di evoluzione, la nostra influenza sul pianeta è molto più grande di quanto possiamo immaginare.  

 

Terminerò citando un testo d’Abraham che, per quanto mi riguarda, conclude in bellezza quest’articolo:

 

«L'abbondanza o la povertà, la salute o la malattia non sono dispensati da un essere incaricato di ricompensarvi o di punirvi per la vita che conducete.

Le vostre esperienze non vi sono assegnate allo scopo di mettere alla prova i vostri talenti, la vostra elasticità o il vostro valore.  Non c'è un'intelligenza non fisica che offre o rifiuta i suoi favori in seguito ai vostri atti o gesti. Non dubitatene: vi attirate ogni aspetto particolare della vostra esistenza. In altri termini, siete voi il vero creatore di tutto quello che vi si presenta...siete un creatore eternamente vivente inebriato dalla fenomenale avventura della vita. Insomma, vi siete incarnati per conoscere l'esperienza esilarante di questa vita fisica e perché sapevate che, assimilando tutto quello che vi avrebbe apportato, la comprensione e il piacere così acquisiti si sarebbero aggiunti alla quintessenza del vostro essere. » (Abraham) 

 

È necessario che il bruco muoia affinché nasca la farfalla...

Se scegliete l'Amore, la verità vi affrancherà e ritroverete la libertà di essere vivente.
 

Con tutto il mio Amore, 

 

Natal’lie