Nascita del femminile sacro e guarigione del maschile

 

 

 

NASCITA DEL FEMMINILE SACRO E GUARIGIONE DEL MASCHILE

 

In questo periodo di Natale, simbolo della discesa della luce nella materia colla nascita di Gesù, ho risentito il bisogno di condividere un articolo sulla riunione del femminile sacro e del maschile divino nell’Amore di chi sono veramente.

 

A Natale la luce essendo quindi simbolicamente più forte, ci fa vedere tutto quello che ci impedisce di essere e di vibrare quello che siamo veramente, un essere d’Amore.

 

Per risvegliare chi siamo veramente, dobbiamo effettuare una deprogrammazione cellulare.

 

Viviamo perlopiù in una modalità di funzionamento “pilota automatico”.

Per ritornare alla modalità “manuale”, dobbiamo passare attraverso la deprogrammazione delle nostre memorie cellulari. Dobbiamo smettere di essere preda del film in cui il nostro ruolo ci é imposto, in modo da vivere la nostra vera vita in sintonia con le aspirazioni della nostra anima.

 

Questa programmazione in cui “sopravviviamo” è simboleggiata da dei veli che ci impediscono di connetterci alla piena coscienza di chi siamo veramente. Siamo ipnotizzati, anestetizzati e dissociati, in sopravvivenza, separati dalle nostre emozioni o in un emozionale esacerbato.

 

Ogni persona ha dunque una programmazione corrispondente a un livello di conoscenza, di realtà e di verità che gli è proprio.  Tuttavia ci sono comunque dei punti comuni a seconda del paese in cui viviamo, della cultura e delle credenze che vi sono legate che creano delle forme di pensiero che chiamiamo delle eggregore.

Ciò vuol dire che delle cose vere per un certo livello di coscienza e una certa realtà, saranno false o ignorate per un altro livello di coscienza. E’ per questo motivo che, quando la persona non desidera evolvere, tentare di cambiare una credenza personale non fa che rinforzarla.

Ciò vuol dire ugualmente che pensare di essere in grado di cambiare o convincere una persona a cambiare il suo programma quando non lo vuole è una cosa impossibile.

Cercare di cambiare una personna se non abbiamo fatto il camino già per noi stesso è ugualmente una cosa impossibile.

Quindi nel nostro quotidiano, abbiamo in specchio il paesaggio che corrisponde alle nostre credenze e al nostro stato emozionale.

 

Vuole dire che se ci liberiamo delle nostre programmazioni limitative e imprigionanti,  la matrice, la società come esiste, come la vediamo oggi, non esisterà più nel nostro paesaggio.

 

Non si tratta di cambiare l’esterno, ma al contrario di fare un lavoro interiore al fine di cambiare il nostro sguardo e di vibrare diversamente.

 

A un certo livello di coscienza, si comprende e si sente allora quanto siano assurdi i dibattiti, le lotte e i combattimenti senza fine in cui ogni partecipante tenta di persuadere l’altro di avere ragione. Quando siamo in questo spazio, non abbiamo più risonanza con la dualità, poiché abbiamo trovato la pace in noi stessi.

Le nostre cellule deprogrammate vibrano allora ad una frequenza più elevata, il nostro paesaggio lascia il posto ad un paesaggio in sintonia con il nostro vero essere. Non siamo più nel “mi piace”  o “non mi piace”, siamo coscienti nell’accettazione totale di ciò che si presenta. 

 

Sempre più persone oggi sono in cammino e compiono questo lavoro al fine di liberare il loro cuore, il loro emozionale e accogliere nel loro corpo l’energia d’Amore.

L’intera umanità è chiamata ad un termine più o meno lungo ad uscire dal film e dalle sue programmazioni.

 

Per questo è essenziale affrontare il nostro emozionale affinché il nostro cuore possa aprirsi di nuovo. Quando le nostre emozioni sono liberate, allora il nostro corpo di sofferenza lascia il posto a un corpo vibrante l’Amore di chi siamo. La conoscenza sepolta e dimenticata ritorna allora in superficie.

 

Bisogna sapere che nonostante le nostre cellule siano portatrici di un sistema di programmazione legato al film della matrice, esse sono ugualmente portatrici di una conoscenza intatta che non chiede altro che di essere risvegliata e rivelata. Ed è solo quando deprogrammiamo gli schemi, le sceneggiature che non ci appartengono, che la vera conoscenza legata all’Amore prende posto nelle nostre cellule.

Siamo già quello che cerchiamo.

Com’è possibile vibrare l’Amore se non abbiamo il coraggio di risentire nella nostra carne e nel nostro cuore le nostre ferite?

Io faccio parte di quei bambini detti “indaco” che hanno intrapreso o intraprendono attualmente questo cammino.

In quanto bambino indaco, sono nata con una programmazione incompleta che fa sì che non sia mai stata completamente addormentata. La mia anima si ricorda e ho sofferto molto nel vedere tante guerre e tante violenze poiché non capivo perché la gente facesse tutto ciò: tutto avrebbe potuto essere talmente più semplice, tranquillo e armonioso.

E’ difficile quando la nostra anima si ricorda dell’Amore e della pace rientrare nel modello della società così com’è oggi. Tuttavia abbiamo fatto la scelta cosciente di entrarci poiché avevamo un contratto, quello di aiutare questa terra a vibrare l’Amore di chi siamo veramente. Per aiutarla, dovevamo entrare nella matrice, vivere le esperienze, per poi avere la forza di trasmutarle, di aprire il nostro cuore e vibrare l’Amore. Dovevamo conoscere il sistema dall’interno, viverlo nella nostra carne per comprendere e avere della compassione nell’accompagnamento di chi sarebbe venuto da noi. Questa è la vera conoscenza legata all’Amore.

Alla nascita la nostra fontanella si richiude, perdiamo la memoria di chi siamo veramente e entriamo in un corpo opaco.

Il nostro lavoro consiste nel ricordarci. Nel ricordarci che abbiamo fatto la scelta di venire coscientemente a effettuare questo lavoro alchemico al fine di liberare la nostra carne dalle ferite e credenze antiche.  Abbiamo fatto la scelta di togliere questi veli che non ci permettono di vibrare il fuoco sacro dell’Amore.

 

Ecco perché Gesù e Maria Maddalena sono spesso rappresentati con un cuore che emana luce. Ci mostrano che questo fuoco sacro è la chiave per non essere più imprigionati nel film della matrice, per uscire delle nostre paure.

Ci mostrano che il solo modo per non essere in risonanza emozionale con la matrice è di ritrovare il fuoco sacro nel nostro cuore. Solo l’accettazione e la trasmutazione portano alla deprogrammazione.

 

Intraprendere il cammino dell’Amore di chi siamo veramente richiede coraggio. Tuttavia, quando abbiamo il coraggio di intraprenderlo, s’instaura sempre di più un sentimento di pace poiché il mentale (le credenze) è calmato, le emozioni sono passeggere, la nostra vita cambia letteralmente. Le rivelazioni e i consigli guida ci provengono allora dall’interno perché siamo riconnessi alla nostra anima che è in legame con la sorgente, il campo di coscienza unificato. Siamo allora spontanei e non abbiamo più paura d’esprimere ciò che proviamo.

Non essendo più in risonanza con la matrice, diventiamo autonomi, responsabili, adulti e fecondi in noi stessi. La gioia di vivere occupa la totalità del nostro essere.

Non siamo più in legame con le eggregore quali la politica, la religione, il sesso per il sesso, le guerre, il terrorismo, ogni genere di dipendenza fisica o virtuale, la competizione, la dominazione dell’uomo sulla donne ecc.

Tutte queste cose non ci interessano più: percepiamo la menzogna e l’abuso, le vediamo chiaramente ma non ci toccano più poiché non risuonano più in noi. Possiamo allora vibrare la guarigione. Ogni atto, ogni parola, ogni scritto è posto ed espresso nel solo ed unico obiettivo della guarigione.

 

Una volta compiuta la connessione al nostro vero essere, ci sentiamo completi e unificati. Non prendiamo più dell’energia vitale da chi incontriamo. Non abbiamo più bisogno degli altri per sentirci bene. Siamo unificati Corpo/Anima/Spirito.

 

Quando il nostro cuore e il nostro corpo sono guariti, possiamo ricevere il fuoco dell’Amore, accogliere lo spirito nella materia. Il maschile e il femminile sono allora riuniti all’interno di

noi stessi.

 

Quando le due polarità sono riunite nell’Amore di chi siamo, possiamo dire che le nostre forze di guarigione sono risvegliate.

Il femminile sacrificato lascia allora il posto al femminile sacro.

Incarniamo questa energia di Cristo nella carne, nel nostro corpo e sulla Terra.

E’ solo quando il nostro femminile sacro è risvegliato e rivelato, solo quando questo femminile sacro ha guarito il nostro maschile interiore e quando entrambi sono riuniti nell’Amore, che possiamo  accompagnare l’uomo che viene a noi in un processo di morte/rinascita simbolo della vera guarigione.

 

Sempre più donne oggi sentono che sono portatrici di questa energia di Cristo e che è venuto il momento di compiere questo lavoro. Lo sentono nel più profondo del loro essere, nel loro ventre, come una grande spinta a realizzarsi, ad affermarsi, a prendere il loro posto e a partecipare alla guarigione dell’uomo.

Sempre più uomini sentono questa chiamata nel loro cuore e aspirano alla guarigione.

 

Questa relazione “sacra” vissuta da Gesù e Maria Maddalena ci ha lasciato un’impronta in modo che questa energia possa un giorno risvegliarsi e rivelarsi in tutta la sua potenza.

L’energia di Cristo è Amore puro con una grande A. E’ un vero fuoco che illumina e brucia ciò che ci impedisce di essere chi siamo veramente. Questo fuoco consuma tutto ciò che non ci appartiene in modo da farci nascere secondo la nostra vera natura in sintonia con la nostra anima, in legame con la Vita.

La via del femminile sacro è una vera ricerca. E’ stata la mia per molti anni.

E’ la ricerca del Graal rappresentato dal calice. Questo calice è semplicemente il femminile sacro pronto ad accogliere il maschile divino nella sua carne (simboleggiato dal calice che accoglie il sangue di Cristo).

Per questo, ci è chiesto di trasmutare delle generazioni di paure, di abusi, di svalutazione dell’energia femminile. Ciò al fine di rivelare e risvegliare l’Amore vero del femminile sacro.

Questo richiede di rivolgerci all' interno di noi stessi. E’ in questo spazio interiore che si trova l’Amore vero.

Questo Amore vero è intransigente e richiede un impegno totale.

 

A tale proposito Gesù ha detto:

 

“Che il tuo sì sia sì, che il tuo no sia no. Rigetto i tiepidi e se vuoi seguirmi, lascia tuo padre e tua madre”.

 

Il messaggio era chiaro. L’impegno totale fa parte del sacro. Non si parla qui di mezze

misure. L’Amore vero implica di abbandonare nella loro totalità i vecchi schemi materni e paterni per intraprendere l’unica via che porta a chi siamo veramente.

Non si tratta qui di avere dei buoni sentimenti per gli altri o di essere gentili.

Non si tratta nemmeno di darsi a un culto o di dedicarsi a svariate pratiche o a diverse tecniche che non serviranno che a rassicurarci. Si tratta di risvegliarsi. Di risvegliarci alla nostra vera natura. Ciò implica una rottura col mondo così come ci hanno fatto credere che fosse. Tale rottura si può fare solo nell’esperienza cosciente dell’Amore vero.

 

La donna iniziatrice è allora in misura di accogliere nella sua totalità l’anima di colui che viene a lei. Sa, vede, sente ciò cui aspira l’anima poiché è in grado di entrare in comunione con lei.

 

Posso affermarvi che quando entro in comunione con le anime che vengono da me sento la loro gioia. L’anima è felice che la persona deponga infine le armi e accetti di ritornare alla sua vera natura. E’ felice che accetti di smettere di fuggire e soffrire. Accetta di tornare a casa.

Questa gioia è di un’infinita bellezza e mi tocca nel più profondo.

Come sappiamo, nella nostra storia, l’energia femminile è stata ferita profondamente, condannata. Ciò ha provocato delle conseguenze deplorabili tanto per gli uomini quanto per le donne.

Le donne sono state ferite nel loro ventre dalla dominazione e dall’abuso del maschile e ciò ha generato una collera nella donna, aprendo la porta alla castrazione.  

Le donne si sono ritirate dalla parte inferiore del loro corpo, laddove risiede tutta la loro potenza di vita.

Hanno perso ogni coscienza dell’energia di vita che si trova nel loro ventre e si sono totalmente sradicate. Il corpo in preda ad un emozionale traboccante ha lasciato il posto a un corpo di sofferenza.  Nei ventri di molte donne che ricevo sento dei gridi di dolore e d’angoscia. La mancanza di fondamenta, l’insicurezza, l’assunzione della pillola o il posizionamento del diaframma rendono questo luogo totalmente deserto: la vita non vi è più presente.

La donna che guarisce la ferita del proprio ventre e si eleva al di sopra della sua ferita rinasce con un’intensa gioia di essere in vita e una fermezza che non permette più l’abuso.

E’ allora in misura di accompagnare l’uomo ad aprire il suo cuore e a connettersi allo spirito. Non si tratta più in questo caso di salvarlo o di portare le sue ferite. L’abbiamo fatto per migliaia di anni. Ci siamo sacrificate e nel sacrificio l’Amore non trova posto. Solo l’Amore permette la vera guarigione.

 

Come amare un uomo se non ci amiamo noi stesse? Come amare un uomo se non abbiamo fatto pace con le nostre polarità femminile e maschile?

Gli uomini hanno bisogno di aiuto poiché la società patriarcale ha obbligato l’uomo a chiudere il suo cuore. E’ stato chiesto loro di essere forti e duri. Si sono sentiti obbligati a separarsi dalla loro parte femminile, dal loro cuore. E’ diventato sempre più difficile per loro esprimere le loro emozioni e i loro sentimenti. Il solo rifugio possibile è stato allora il mentale.

 

Bisogna sapere che quando non abbiamo più accesso all’espressione dei nostri sentimenti viviamo la nostra vita per procura, come dei morti viventi. Siamo sconnessi dalla nostra anima che aspira all’Amore. Si genera così un sentimento di grande solitudine che cerchiamo di colmare con un oggetto esteriore dandogli ogni potere sulla nostra vita.

 

E’ così che l’Amore ha lasciato il posto alla dipendenza. Dipendenza affettiva, al virtuale, alla sigaretta, all’alcol, al lavoro, ai giochi ecc. Abbiamo dimenticato totalmente ciò che era la sacralità della vita.

Sarà solo quando la donna avrà ritrovato l’energia del suo ventre, solo quando starà in piedi nel suo asse verticale e nelle sue radici, che sarà in grado di accompagnare l’uomo che lo desidera a riaprire il suo cuore e ad esprimere i suoi sentimenti. E’ solo dopo questo lavoro che la donna potrà accoglierlo nella sua totalità. Non si tratta di un processo mentale: tutto ciò richiede di guarire le nostre ferite nella carne per ritrovare la nostra verginità e la nostra purezza di cuore. Come la dama e l’unicorno.

 

E’ il momento di mettere al mondo “la coppia cosciente” all’interno di noi stessi perché possa in seguito incarnarsi all’esterno.

La rivoluzione, la lotta all’esterno non sono più un programma produttivo. Abbiamo tutti lottato enormemente e oggi siamo dei guerrieri stanchi e delusi.  

 

Diventiamo dei guerrieri pacifichi. Smettiamo di lottare contro il sistema esistente o per un mondo migliore. Siamo prima di tutto migliori in noi stessi. Questo sistema è un’illusione, esiste solo nelle nostre credenze. La nostra anima aspira al riposo, alla gioia, alla pace, all’Amore, alla Vita semplicemente.

Abbiamo il coraggio di ascoltarla, abbiamo il coraggio di percorrere la via del ritorno a casa.

 

La coppia cosciente nascerà quando la donna avrà guarito la sua ferita al ventre e aiuterà l’uomo che lo desidera a guarire la sua ferita al cuore.

 

E’ solo quando la donna sarà di nuovo nella forza del suo bacino e delle sue radici che sarà in misura di tendere la mano all’uomo che desidera veramente guarire il suo cuore.

Questo è stato il mio cammino.

 

Oggi sono in grado di accompagnare colei e colui che lo desidera a riconnettere il sacro nel suo ventre e l’Amore  nel suo cuore.

La terra nuova nascerà quando le nostre polarità saranno in armonia.

La terra nuova nascerà quando l’Amore incarnato nella carne e la saggezza dello spirito saranno riuniti.

Accogliamo la nostra coppia interiore nell’Amore di chi siamo in modo che si manifesti all’esterno per la più grande gioia di ognuno di noi.

 

Auguro delle bellissime feste di Natale a ciascuna e a ciascuno,

 

Con tutto il mio Amore,

 

Natal’lie

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