Resucitare dei morti, la signora all'unicorno

 

RISUSCITARE DAI MORTI, La Signora all’unicorno

 

All’ora quando il virtuale occupa molto spazio.
All’ora quando « i sensi » non hanno più alcun significato.
All’ora  quando dietro il nostro piccolo schermo, condividiamo e “incontriamo” dietro delle parole (che sono, per quanto mi riguarda, molto riduttrice)… cosa facciamo dei nostri sensi?

E talmente bello sentire quello, o quella, caro al nostro cuore, sentirlo, riguardarlo, ascoltarlo, prenderlo nelle nostre braccia, non credete?

Non dimenticate che siamo umani e che in questo senso, noi siamo venuti su questo meraviglioso pianeta per incontrarci et condividere nella materia con il nostro corpo innanzi tutto, e non solo virtualmente.

Sono andata a vedere, poco tempo fa al museo Cluny a Parigi, l’esposizione “La Signora all’unicorno”.

Questa esposizione mi ha interpellato e mi ha dato la voglia di condividere ciò che segue con voi…

Su i dipinti rappresentati, possiamo vedere una Signora e un unicorno. Ogni tela mette in esergo uno dei nostri cinque sensi. L’udito, l’olfatto, la vista il tatto e il gusto. Tuttavia, una sesta tela è presente, rappresenta il sesto senso, in particolare l’anima, porta del cuore.

Ho capito che l’unicorno rappresentava qui simbolicamente l’uomo con un piccolo “u”, e che quest’uomo aveva bisogno di riconnettersi alla sua anima, la parte femminile in lui, simbolizzata qui dalla Signora, in modo di trascendere i suoi sensi, il suo emozionale, e accedere in fine al sacro in lui.

Per essere più chiara, osservando queste rappresentazioni, ho capito l’importanza di andare nell’esperienza della materia per ricollegarsi ai nostri sensi, alla nostra anima, e liberare l’emozionale che abbiamo iscritto nelle nostre cellule per molte generazioni.

Vivere il nostro emozionale dentro di noi, riconnettendosi ai nostri cinque sensi, è l’unico modo per accedere al sesto senso che è il nostro cuore, porta dell’anima.

Solo un cuore e un’anima pura, sbarazzata delle emozioni, permettano allora di dare nascita al sacro in noi.
Il sacro induce una liberazione dell’emozionale, che non può essere vissuto altrimenti dall’esperienza delle nostre emozioni nella materia.

I nostri sensi aiutano ad aprire la porta che ci permetta d’accedere alle nostre emozioni.

Più l’uomo fa l’esperienza delle sue emozioni, e dietro di loro, delle sue paure, più la sua coscienza aumenta e più la sua sensibilità si sviluppa.

Più la sua sensibilità si sviluppa, più la sua frequenza vibratoria aumenta.

Una persona con il cuore chiuso a causa delle sue ferite e senza emozioni, sarà afflitta da una grande insensibilità et vibrerà molto basso.

Bisogna sapere che l’elevazione della frequenza vibratoria dell’uomo è necessaria alla sua trasformazione interiora.

La sperimentazione delle nostre emozioni nella materia è un passaggio obbligatorio, e l’uomo non sarà libero finche non l’avrà sperimentata, realizzata in coscienza, e trasmutata.

Oggi, molte persone vivono la loro vita per procura nel virtuale. Bisogna sapere che il virtuale uccide “lei”. Il virtuale uccide la coscienza della materia, del principe femminile, e con lui l’accesso ai sensi e all’anima.

Certo, è uno strumento interessante e necessario a un certo punto, in particolare per l’informazione e la comunicazione in rete; tuttavia il virtuale ci taglia in maggior parte dalla relazione con l’altro nella materia, con il nostro corpo et i nostri sensi.

La Signora all’unicorno è il principe femminile sacro che tende al mascolino uno specchio e lo invita, in questo modo, a issarsi fino al più bello, al più sacro di lui stesso. Lo invita a non dimenticare la sua anima.

Invita l’uomo con un piccolo “u” ad affrontare le sue vere paure affinché scopra la meravigliosa luce che è in lui, la sua vera natura.

Più l’anima si sveglia e si rivela, più l’uomo entra in fusione con la parte di luce in lui.
Siamo in grado di conoscere la luce pura soltanto dopo avere trasmutato i veli dell’ego che coprono la nostra anima.
La luce pura richiede, per accedere a lei, di avere vissuto l’esperienza del nostro ego, ciò è delle nostre paure cosciente o incosciente.

Finche non trasmutiamo le nostre paure, rimaniamo ancora nel mondo dell’astrale.  

Bisogna sapere che nell’invisibile, c’è da una parte il mondo di pura luce che nomiamo il mondo dello Spirito Santo o lo Spirito Divino, e da un’altra parte, il mondo degli spiriti che nomiamo il mondo astrale o spiritualità.

Quando l’uomo si connette al mondo astrale, è dominato dalla memoria dell’umanità. Questo mondo non ci rende più libero di quello in cui viviamo sul piano materiale. E ancora il mondo delle forme e delle illusioni.

Ci sono differenti piano nell’astrale. Il basso astrale molto scuro, e l’alto astrale dove i mondi sono più belli perché c’è più luce.

La maggior parte delle comunicazioni che riceve l’umanità viene del mondo dell’astrale.

L’individuo che riceve messaggi, va, in funzione della sua propria frequenza vibratoria, a canalizzare dei messaggi provenendo dall’alto astrale o del basso astrale perché la maggior parte del tempo andremo veicolando messaggi legati a delle proiezioni mentali delle nostre paure cosciente o incosciente.

Finche l’uomo non ha accesso alla sua vera luce, è influenzato dal suo mentale. E ancora nell’incapacità di accedere direttamente al sapere.

Quando l’uomo ha accesso all’energia della sorgente, allora l’armonia è qualcosa di molto importante per lui. Un uomo che ha cominciato a vivere nell’energia della luce non può più vivere in disarmonia.

Certo all’inizio, quando cominciamo questo lavoro di risveglio dell’anima, siamo costretti a vivere nella disarmonia perché si opera un lavoro sul corpo emozionale e mentale. Bene spesso, questo lavoro crea della sofferenza che occasiona per un tempo questa disarmonia.

Il nuovo sta per sostituire l’anziano che muore. L’ordine nasce dal caos.

In ciò che mi riguarda, la parola “disarmonia” mi sembra anche un po’ debole. Devo dire che ho vissuto nel caos totale perché tutto quello che mi dava una “parvenza” di sicurezza all’esterno, mi è stato ritirato affinché viva ogni giorno un po’ più le mie paure, e il mio emozionale.  

Poco a poco, quando la luce ha preso più spazio in me, ha trasmutato in coscienza tutto ciò che impediva quest’armonia di occupare spazio. Più la luce trasmuta, piu noi siamo centrati.

Ogni volta che una situazione, che una persona viene ancora disturbare la nostra armonia interna, ogni volta che siamo nell’emozionale, significa che siamo ancora nel mondo delle forme e dell’illusione, allora c’è ancora un lavoro di trasmutazione che deve avvenire presso l’ego.

E in generale quando crediamo che non ci sia più niente… invece ce ne sta ancora…

Per questo, ancora oggi, è molto raro che l’essere umano agisca. Per agire, è necessario uscire dal mondo delle forme e delle emozioni. L’essere umano, com’è al nostro livello d’evoluzione, va spesso reagire alla situazione secondo il suo emozionale cosciente o incosciente.

Bisogna sapere, che la coscienza astrale è ancora animale. Non siamo ancora umano, siamo un “animale intellettuale” nel processo di diventare Umano.

Le informazioni che riceviamo dal piano astrale e dal piano fisico, sono quindi ricevute secondo la nostra personalità, cioè il nostro ego e la nostra emotività.

Nulla è negativo. Non si tratta di giudicare o rifiutare, ma soltanto di farne l’esperienza in coscienza. Di viverlo con i nostri sensi e le nostre sensazioni. Di viverlo con il nostro corpo, nella carne.

In modo di essere collegato al vero sapere, alla luce pura, è quindi necessario che l’uomo sia totalmente privato d’emozioni nel suo mentale.

Non si tratta qui di “corazzarsi” emozionalmente e di chiudere il nostro cuore, ma bene al contrario di aprire il nostro cuore di essere sincero, facendo l’esperienza di tutte le nostre paure coscienti e incoscienti.

Certamente non è un passaggio molto comodo perché provoca un processo di morte. La morte del nostro ego.

Finche siamo nel nostro mentale, pensiamo, e finche pensiamo, siamo nel mondo illusorio delle forme e dunque delle nostre paure.

Tutto è una questione di vibrazione. Quando l’uomo vibra la luce, allora non pensa più. Cosi, la luce lo attraversa per elevare il livello di coscienza delle masse.

Un uomo collegato alla sorgente non può pensare e ricevere informazione cosmica allo stesso tempo.

Il mondo delle forme, dell’ego, esiste per che facciamo l’esperienza delle nostre credenze in modo di trasmutarle.

E un passaggio obbligatorio per risvegliare et rivelare la nostra anima.

Una volta che la nostra anima si è sbarazzata dei veli dell’ego, il nostro femminile ritrova la sua virginità e diventa sacra.

Questo implica una vera iniziazione nella materia. Per questo è detto che Maria era vergine quando ha dato nascita a Gesù.

Simbolicamente, questo significa che per dare nascita allo Spirito Santo, al Cristo in noi, è primordiale ritrovare la sua verginità interiore.

Abbiamo sempre bisogno d’esperimentare quello che non abbiamo capito, ma quando la capiamo, non serve più. Cosi ci puliamo, ci purifichiamo, per ritrovare il nostro stato di purezza legata alla luce che è in ognuno di noi.

Più ci pulisce, più il nostro paesaggio cambia.

In modo di ritrovare la luce, l’uomo con il piccolo “u” deve morire alle sue credenze, al mondo illusorio e mentale.

Prima di essere il Cristo e di amalgamarsi con lo Spirito Santo, Gesù era un uomo impegnato con il suo ego, il suo corpo di sofferenza. E solo quando questo ego è stato trasmutato sulla croce, che ha avuto accesso al suo corpo di luce, e che da questo modo ha integrato il padre, lo Spirito Santo, in lui. Diventa allora il Cristo. Passa dall’orizzontalità (il mondo dell’emozionale e delle forme) alla verticalità (il mondo di luce).

Un uomo nella sua luce e che la vibra non pensa più, sa. Non ha più bisogno del concetto di un Dio esterno. Non c’è più qui il concetto proprio della spiritualità, non c’è più forme, c’è solo la luce pura.

La spiritualità è ancora une forma con un ruolo da svolgere, quello di alleggerire il fardello umano. Ma questa carica, sebbene alleggerita, è ancora presente.
Molti tra di noi siamo ancore nell’illusione spirituale e sotto il coperto della spiritualità rimaniamo incastrati in questo mondo di forme illusorie. Questo, io lo chiamo “l’ego spirituale”.

Attenzione, il potere non è in nessun modo esterno. Il tempo dei maestri e dei “salvatori” esterni è compiuto. Una persona amante è una persona che, al suo contatto, svilupperà da voi autonomia e responsabilità. L’Amore rende libero.

Del resto a questo proposito, voglio anche chiarire che questo vale per qualsiasi tipo di relazioni, anzi amicali.

Un vero amico è uno che va ad aiutarvi a liberare le vostre attaccamenti, le vostre dipendenze, per che possiate realizzare la vostra vera natura.

Le nostre paure, simbolo del nostro ego, avranno il potere su di noi finche la luce Cristica non occuperà spazio in noi.

Bisogna sapere che la droga, la sigaretta, l’alcol e anche certe musiche, impediscono la connessione allo Spirito; senza dimenticare ogni altra forma di dipendenza, in particolare la dipendenza affettiva.

Fumare, bere, usare droga, essere dipendente di certe persone ogni volta che siamo di fronte al nostro emozionale, non è qualcosa di naturale, non fa parte della nostra vera natura, quello in lega con la luce e l’Amore.

Osservate quello che fate ogni volta che salgono le vostre emozioni… prendete una sigaretta? Del cibo? Fuggite nel lavoro? Chiamate una persona per vuotare la vostra spazzatura emozionale?

Questa dipendenza legata a delle paure coscienti o incoscienti, ci aiuta a sopportare il nostro quotidiano, la nostra sfortuna, legata alle nostre emozioni presente coscienti o no.

L’Amore vero chiede ad affrontare e trasmutare nella nostra carne ogni tipo di dipendenza e di attaccamento. E’ impossibile svegliarsi all’Amore senza avere trasmutato ogni tipo di dipendenza. E solamente quando tutti gli attaccamenti spariscono che possiamo accedere al mondo infinito dell’Amore. Amare significa liberarsi da tutte le catene di dipendenza, tuttavia non dobbiamo confondere questa libertà con l’indifferenza di chi non ha mai attraversato la fase di attaccamento e di dipendenza.

“ Non era necessario che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella gloria?
Lc 24,26

E solamente attraversando gli eventi dolorosi che cambiamo e evolviamo. Gli eventi felici rendono la vita piacevole ma non conducono alla scoperta di noi stessi, neanche al progresso, né alla libertà. E un passaggio che chiede di essere vissuto nella carne.

Tale un parente che tende la mano al suo figlio per impararli a camminare. Certo all’inizio, quando il parente va a lasciare la mano, avrà paura, cadrà, e piangerà.  Ma forte dalla sua esperienza, si rileverà e camminerà con autonomia verso la sua libertà.

E soltanto quando l’uomo non potrà più aggrapparsi al mondo delle forme esterne, quando l’uomo non cercherà più di trovare la sicurezza all’esterno ma si spoglierà di ogni insicurezza interiore, che entrerà nella luce totalmente nudo e con la fede vera.

E solamente quando non sarà più niente che capirà veramente quello che è. Si può dire allora che sa perché ha sperimentato.

E solamente quando la luce occupa spazio che le tenebre spariscono. Le tenebre che sono soltanto l’assenza di luce.

Una volta le nostre paure illuminate in coscienza, si trasmutano e cosi noi usciamo dall’illusione.

L’anima deve essere sbarazzata dei veli dell’ego per lasciare passare la luce dello Spirito Santo e essere nella sua propria creatività. L’anima è un’energia femminile, quando è sveglia, apporta la vita e anima il corpo.

La conoscenza e l’esperienza sono qui per trasformare la coscienza e per fare evolvere l’uomo animale verso un uomo Umano

E quindi con l’esperienza dei sensi e dell’emozionale, l’uomo vive quindi la depurazione del suo mentale.

Viviamo oggi ancora in un mondo dove la maggior parte “sopravvivono” in uno stato di “morti viventi” perché essere in vita chiede la trasmutazione delle nostre paure.

Quando siamo legato alla sorgente, non crediamo piu, sappiamo perché abbiamo fatto l’esperienza delle nostre credenze e la luce si manifesta attraverso di noi.

In conseguenza, la signora all’unicorno simboleggia l’iniziatrice, quella che ha percorso il camino della sua anima. Quella che ha fatto l’esperienza in coscienza di tutti i suoi sensi e delle sue emozioni per trasmutarli e di essere nel sacra, la sua vera natura.  

Se avete avuto l’occasione di andare alla cappella della vergine miracolosa a Parigi, “rue du Bac”, questa donna iniziatrice viene  simboleggiata li nella statua di Maria che schiaccia sotto il suo piede destro il serpente, simbolo delle emozioni trasmutate e dominate.

Quando la polarità femminile risveglia il sacro in lei, si propone d’accompagnare l’unicorno, l’uomo “animale” sul camino dei suoi sensi e delle sue emozioni per liberare la sua anima, il suo cuore, il suo sesto senso.

L’uomo deve imparare a trasmutare le sue passioni, il suo attaccamento al mondo delle forme per collegare lo Spirito Santo in lui.

La Signora all’unicorno è quella in misura di vibrare l’Amore perché lei è nella sua verticalità. Questa verticalità che lega l’essere Umano alla sua origine, alla sua luce.

Quando lasciamo posto al sacro in noi, siamo vivi, nel nostro corpo e nelle nostre radici. Vibriamo allora l’Amore di chi siamo veramente.

Quest’Amore in legame con il sacro è allora pura offerta.

E il cielo e la terra che entrano qui in comunicazione nell’Amore di chi siamo veramente.

E un atto di preghiera capace di trascendere tutto per lasciare spazio all’Amore.

A questo proposito, mi auguro citare un estratto del libro “Maria-Maddalena, un amore infinito” di Jacqueline Kellen.

“Il dono della vista, il dono del gusto, del tacco, dell’udito, dell’odorato… tutto è dono.
La donna piange e si tormenta, si lamenta sul poco amore, la mancanza di fede. Piange e si strazia come una lupa, una città inghiottita... grida che non si ama… urla alla mancanza d’Amore…

Gesù dice “non potete essere consolati, siete la consolazione”.

Con Amore

Natal’lie