Risvegliare la madre amante in ognuno di noi

 

 

Risvegliare la madre amante in ognuno di noi

 

In questo giorno di Pasqua, simbolo della crocifissione di Gesù davanti agli occhi di sua madre, desideravo condividere con voi un’esperienza che ho vissuto qualche tempo fa nella cappella della Vergine Miracolosa, che si trova a Parigi nel sesto distretto.

Mentre tre pazienti in un tempo avvicinato mi parlano di questa cappella,questo risuona in me e decido di andare li. 

Arrivo nella cappella, che trovo magnifica, e mi siedo in prima fila davanti a una statua della Vergine Maria, tenendo tra le sue mani la terra e schiacciando un serpente sotto il suo piede destro.

Dopo un istante molto breve, mi sento in legame con questa statua e sono invasa di un Amore che non avevo mai provato prima.

Quest’Amore era un Amore senza fine e di una bontà infinita. Ciascuna delle mie cellule ne era nutrita e le lacrime si sono messe a colare sulle mie guance.

Non potevo piu smettere di piangere davanti alla forza dell’Amore e di bontà che si liberava di quello che posso oggi chiamare, la nostra madre divina.

Ho provato attraverso il mio corpo, mediante ciascuna delle mie cellule, ciò che era il vero Amore di una madre. Era talmente forte che davanti a quest’Amore, ero a terra. Il mentale era incapace di risuonarmi o di lottare per impedire i singhiozzi di uscire da tutto il mio essere. Non potevo fare oltre che accogliere e ringraziare di tutto il mio essere per quello che ricevevo.

 

In quel momento, mi reso conto che stavo vivendo questa esperienza attraverso tutto il mio corpo: l’esperienza di ciò che è veramente una madre.

 

Ho provato a che punto Maria si amava ed a che punto questo Amore gli permetteva di amarci senza condizioni. Ho provato tutto quello che aveva attraversato per essere in misura di amarsi come si ama oggi.

Che strada percorsa… solo l’Amore permette le mutazioni e la morte dell’ego, e Maria vibrava quest’Amore infinito.

A questo instante, ecco quello che ho risentito e capito. Questa è la mia verità e nessuno è obbligato ad aderire.

Quando Maria assista alla crocifissione di suo figlio Gesù, assista, in effetti, alla morte del suo corpo di sofferenza, del suo ego e non all’essere vero che è. Sa che ciò è un passaggio obbligatorio alla risurrezione.

L’interpretazione che ne ha fatta la chiesa è stata un modo di alimentare la paura in noi per manipolarci e prendere il potere perché siamo ancora dei bambini irresponsabili e intirizziti di paura.

La croce è simbolicamente l’incontro tra l’orizzontalità e la verticalità.

L’orizzontalità simboleggiando l’inconscio, ciò è la sopravvivenza che costruiamo intorno alle nostre paure e la verticalità simboleggiando l’essere realizzato e compiuto.

Durante la crocifissione, Gesù passa dallo stato di sopravvivenza a quello del vero essere, realizzato.

Cosi, tre giorni dopo la crocifissione, Gesù risuscita nel suo corpo di luce ed è solo visto da Maria Maddalena.

Perché Maria Maddalena è l’unica a potere vederlo?

Perché Maria Maddalena è anche lei un’iniziata e ha lo stesso livello vibratorio di Gesù all’epoca della sua risurrezione nel suo corpo di luce. Cosi, è in grado di vederlo.

Maria Maddalena e Maria sono tutti due delle iniziate.

Maria è stata iniziata per simbolicamente essere in misura di accogliere lo spirito santo come Gesù nel suo corpo e nell’incarnazione.

Maria ha il ruolo della madre amante che, con il fuoco dell’Amore che vibra, aiuterà e accompagnerà suo figlio fino alla morte del suo ego simbolizzato dal suo corpo di sofferenza per rinascere alla sua vera natura.

La sofferenza e solamente ego. L’Amore vero non soffre perché ha trasmutato le sue paure.

Tuttavia, bisogna sapere che a uno stadio del processo, piu lo spirito è presente in noi, piu il nostro corpo soffre perché il fuoco dello spirito illumina le nostre ombre nella nostra carne e questo fino alla trasmutazione totale.

Il fuoco dell’Amore ci consuma dall’interno finché nient’altro rimane, solamente ceneri da dove ricade un nuovo essere, ben differente del precedente. E lo prezzo da pagare per la nuova creazione in questo processo di distruzione/ creazione/ Amore. 

Mi ricordo all’epoca di un seminario di sviluppo personale, dovevamo costruire una terra con l’argilla. Avevamo gli occhi bendati. Il silenzio era totale. Ciascuno di noi si applicava alla creazione del suo lavoro. Dopo un certo tempo, l’insegnante ci ha incaricato di distruggere il nostro lavoro per ri-creare qualcosa di nuovo. Mi ricordo ancora delle lacrime, dei singhiozzi di alcune persone, provocati dall’obbligazione di distruggere per creare qualcosa di nuovo. All’epoca, questo mi aveva apostrofato.

Maria Maddalena e stata iniziata per simbolicamente essere la compagna, la sposa, il femminile sacrato di Gesù come uomo veramente divino e non più figlio del Padre.

Maria Maddalena, lei, ha il ruolo della moglie amorevole, del femminile sacro in misura di accogliere il mascolino divino che è Gesù come essere realizzato.

Quando Gesù compie la sua seconda nascita, quella dell’essere vero che è, lascia simbolicamente suo padre e sua madre per vivere la sua vita di Uomo Divino vicino a Maria Maddalena, simbolo del femminile sacro.

Ciò significa che solo la morte del nostro ego, della nostra parte mascolina anziana, permette di ritrovare il sacro in noi e di vivere come essere realizzato con le nostre due polarità riunite nell’Amore di chi siamo veramente.

Un uomo vero e una donna vera devono simbolicamente lasciare la casa dei loro genitori per aprirsi a nuove esperienze e potere scoprire chi sono veramente, al di là delle condizioni esterne che i loro genitori hanno imposto per la forza delle cose.  

Dobbiamo ritrovare e vibrare la nostra vera autorità interiore. Questa forza che si manifesta quando ascoltiamo la nostra voce interiore e che la seguiamo anche quando gli altri ci criticano.

Il nostro vero essere aspetta di essere realizzato. Per ciò dobbiamo accettare di ricevere il fuoco dello Spirito, il fuoco dell’Amore divino.

Come figlio, dobbiamo andare al padre e accettare di compiere il lavoro di quello che ci ha mandato su questa Terra.

Cosa questo vuole dire?

Secondo me, questo vuole dire che la nostra parte mascolina, l’ego, il nostro mentale (il figlio in noi) deve accettare di morire, andando al padre (il fuoco dello spirito) che va ad aiutarlo nella trasmutazione.

 

In questo senso, nelle scritture è detto:

 

Giovanni 4.34: “Gesù dice: “Il mio cibo è di fare la volontà di quello che mi ha mandato e di compiere il suo lavoro”.”

 

Ci siamo persi nel mondo esterno che ci ha fatto dimenticare la nostra vera identità.

Il nostro essere interiore e riempito di violenza.

Il nostro essere interiore, il femminile in ciascuno di noi, e stato sacrificato.

Quando abbiamo il coraggio di entrare nell’interno di noi per confrontarsi a queste energie di violenza per cominciare questo lavoro di trasmutazione, allora queste energie, una volta trasmutate, diventa una vera conoscenza.

Se non andiamo a confrontarci alla nostra violenza, al nostro emozionale, alle nostre paure, allora ci domineranno costantemente.

Siamo portatori del debito dei nostri antenati perché siamo portatori della memoria delle loro paure in ciascuna delle nostre cellule.

E un vero debito che bisogna essere guardato in faccia.

Questo debito si trova all’interno di noi, nel nostro corpo, nel femminile del nostro essere.

Regolare questo debito, trasmutarla in Amore, è realizzare il potenziale che è nell’interno di noi per compierci.

 

Nelle scritture è detto:

 

Giovanni 19.30: “quando Gesù ha preso l’aceto, dice: “Tutto è compiuto”. E abbassando la testa, rese lo spirito.”

 

Il debito è simbolicamente l’incompiuto che si trova nell’interno di noi e che chiede solamente di essere trasmutato per essere l’essere che siamo veramente e non piu quello che crediamo essere.

L’incompiuto si trova nelle tenebre. Il compiuto si trova nella luce di chi siamo veramente.

L’incompiuto è rappresentato dall’orizzontalità della croce, mentre il compiuto è simbolizzato dalla verticalità.

Passare di uno all’altro ci chiede di passare dalle prove che ci fa paura perché andiamo verso lo sconosciuto. Tuttavia, queste prove che viviamo emozionalmente nella carne, sono necessarie per uscire dagli attaccamenti affettivi, intellettuali e materiali che ci chiudono nella nostra prigione mentale.

La verticalità del nostro essere ci obbliga a crescere, uscendo dell’illusione e della dipendenza.

Solo questa verticalità del nostro essere permette i miracoli.

Dal resto, possiamo leggerlo nelle scritture. Quando il Cristo guarisce, dice sempre:

 

“Va e cammina”

“va verso di te”

“in piedi”

 

Questo significa che è veramente nella verticalità che si trovano la guarigione e il compimento del nostro essere.

Nella nostra verticalità, nostro padre e nostra madre esteriori, non hanno piu luogo di essere perché abbiamo integrati loro dentro di noi. Facciamo unicamente uno con loro. Incarniamo il nostro corpo femminile, e siamo uniti dal legame dello Spirito che vibriamo attraverso lui.

In questo senso, il padre ha abbandonato il suo figlio Gesù sulla croce, perché il fuoco dello Spirito fa il suo lavoro di trasmutazione, cosi il padre e il figlio fusionano. Non si tratta qui di un abbandono, mais veramente di una fusione nell’Amore.

 

Questa fusione accade quando l'ombra è trasmutata. Solo l’Amore regine perché lo Spirito e puro Amore. Nell’Amore, non c’è piu superiorità, il padre ed il figlio fusionano nello spirito santo.

 

Maria, la madre, è il testimone nell’incarnazione della morte dell’ego e del passaggio nella luce di suo figlio.

Maria è incarnata. Incarna il corpo nel sacro di quello-li. E il veicolo indispensabile per vibrare l’Amore, è il fuoco dello spirito in questa incarnazione. E per questo che è presente in carne e ossa, davanti al suo figlio. Si tratta qui di un corpo a corpo.

 

Se non moriamo alla nostra orizzontalità, non rinasceremo nella nostra verticalità.

 

Ecco perché abbiamo bisogno di ritrovare questa vibrazione d’amore di questa madre. Questa madre amorevole che ci accompagnerà, nell’incarnazione, ad attraversare un processo di morte-rinascita, per diventare chi siamo veramente.

Diventare una madre amorevole per noi stessi ci chiede di lasciare la madre castratrice, impressa nelle nostre cellule da tante generazioni; di lasciare nostra madre esteriore per realizzare la madre amorevole che si trova in ognuno di noi.

 

E solo in questo modo che il femminile sacrificato lascerà spazio al femminile sacro che sarà in misura di accogliere il mascolino nuovo in ognuno di noi.

 

Il nostro mascolino nuovo è la nostra missione di vita, il nostro potenziale su questo pianeta, la ragione per la quale siamo venuti.

Abbiamo tutti in noi queste due polarità. Il femminile essendo un vaso sacro che è il nostro corpo nell’incarnazione su questa Terra. Il mascolino essendo il fuoco dello spirito che vibriamo attraverso di lui.

 

Questo è ciò che io chiamo la spiritualità incarnata, quello che siamo venuti vivere su questo meraviglioso pianeta.

 

La spiritualità disincarnata non serve a niente e l’incarnazione senza spiritualità non è feconda.

La terra muore senza il sole. Tutto il vivente incarnato nella natura non potrebbe vivere se il sole non alimenta con la sua luce.

Il seme ha bisogno del sole e di un suolo fertile per spingere. Ebbene all’immagine della natura come bambino, abbiamo bisogno di un corpo fertile e di luce, ciò è di Amore per fare crescere l’essere vero che siamo veramente.

Per essere fecondo in noi stessi, è necessario ugualmente di andare nel nostro emozionale. Di lasciare colare le lacrime. Un seme non ha bisogno di acqua per crescere?

Tutto come la nascita, la creazione del nostro lavoro vero, della nostra missione di vita, dell’essere che siamo veramente, è un processo doloroso.

 

Per essere capace di creare, bisogna prima di distruggere, e distruzione significa dolore per la maggior parte di noi.

 

Le paure in cui il nostro mentale ci chiude, ci mantengono in uno stato di basse frequenza. Abbiamo paura di guardarci in faccia, di aprirci, di capire la ragione della nostra venuta su questa terra, di lasciare il controllo assoluto. Tutto questo ci impedisce di ricevere la frequenza di guarigione che è l’Amore.

Accettare di ricevere le frequenze di guarigione della terra e del sole, le frequenze  delle guarigione celeste e terrestre, è accettare di ricevere le vibrazione d’Amore incarnato. E al livello del cuore che queste frequenze s’incontrano e permettano la vera trasmutazione dell’essere.

Il cammino dell’Amore vero non è il cammino piu facile, ma in ciò che mi riguarda, è l’unica strada che ci riporta a casa.

Gesù diceva in questo senso: “Molti sono chiamati, pochi sono eletti”.

Penso che ognuno di noi ritornerà un giorno a casa, non ho dubbi, è solamente una questione di tempo…

Una volta nella nostra verticalità, diventiamo come un fiore. La bellezza e la sua fragranza. E questo la sua vera natura, dare a chi vuole la vibrazione, la bellezza, di chi siamo veramente. Questo allora non chiede piu sforzi. Non siamo piu nel fare.

Siete nel fare quando sentite il profumo di un fiore?

Chiedete al fiore di farvi sentire la sua fragranza?

No, il fiore emana il suo profumo e voi lo ricevete, semplicemente.

Simbolicamente, vi invito a visualizzare l’immagine di Maria che tiene la terra tra le sue mani, schiacciando il serpente sotto il suo piede destro.

La significazione di questa immagine è per me la seguente:

Maria tiene la terra tra le sue mani, vuole dire che ha integrato nelle sue cellule l’Amore del suo corpo. Le mani sono simbolicamente la parte del corpo con cui si trasmette l’Amore e la terra rappresenta simbolicamente il Corpo. Non diciamo la Madre Terra?

La terra che avviluppa dal suo Amore di madre, è dominata da un simbolo che è capace di aiutare a fare la mutazione dall’orizzontalità alla verticalità, perché ce l’ha fatto dentro di lei.

Lei schiaccia sotto il suo piede destro (simbolo dell’azione mascolina, del nostro potere) un serpente. Questo vuole dire che ha trasmutato il suo mascolino anziano, il suo ego, il suo mentale. Ha padronato le sue paure e il suo emozionale perché l’a guardato in faccia. Ha superato le prove. La prova e l’emozione fanno solamente uno,e fanno parte del cammino.

L’emozione è giusta, il tutto è di non lasciarsi dominare da lei. Tuttavia, reprimendola ne rimaniamo lo schiavo.

In questo giorno di Pasqua, ecco ciò che volevo condividere con voi. Questo è risuonato in me, e ciò mi mette in gioia di comunicarlo.

L’Amore è uno stato di coscienza, di luce, di pace, et di gioia. E quest’Amore che ho provato attraverso la vibrazione di Maria. Quest’Amore guarisce tutte le ferite.

L’Amore guarisce tutto ma quanto sono quelli che aspirano veramente alla verità e che hanno il coraggio di prendere la strada della croce? Solamente alcuno certo, ma ce ne sono, e ce ne saranno di piu, non ne dubito.

Un’unica via di uscita esiste per giungere la risurrezione, è di lasciare l’orizzontalità per arrivare nella nostra verticalità.

La verticalità ci costringe a uscire fuori delle nostre vecchie programmazioni, dei nostri anziani modelli mascolini illusori per diventare quello che siamo già nella nostra parte luminosa e guarita, un essere di Amore.

Grazie Maria di avermi fatto sentire in tutte le mie cellule, l’Amore che porti. Questo Amore è in me, come in ognuno di noi.

Umilità e gratitudine.

Vi auguro che questa energia di Pasqua possa accompagnarvi ad uscire dalla schiavitù e dall'orizzontalità.

 

Con tutto il mio Amore

Natal’lie